LA CONQUISTA NORMANNA
La Conquista Normanna della Sicilia iniziò con Ruggero I D'Altavilla.
Ruggero I allontana la Dominazione Araba dalla Sicilia iniziando dall'occupazione
di Messina e Rometta nel 1060 e finendo con
la conquista di Butera nel 1091, eventi che determinarono la nascita del Regno
di Sicilia.
L'impresa più ardua fu la conquista di Palermo, la città dove
si erano rifugiati i saraceni dopo la perdita di Messina,
impresa conclusa nel 1072.
Dopo tale importante conquista molte altre città isolane si arresero
spontaneamente.
Il Dominio Normanno nell'isola durò circa un secolo e mezzo.
Esso diede alla Sicilia un buon ordinamento sociale, esempio di grande civiltà
all'interno dell'Europa ancora quasi del tutto
barbara.
L'aspetto economico era tutelato da due assi commerciali, quello che univa l'Occidente
all'Oriente ed il secondo che
collegava gli estremi Nord e Sud dell'Europa. Quest'ultimo coinvolgeva direttamente
la Sicilia.
La crescita culturale ed artistica era garantita dall'ingente influsso dei Monaci
Benedettini giunti in Sicilia al seguito di
Ruggero I d'Altavilla e dalle influenze bizantine riscontrabili soprattutto
nell'edificazione di Castelli e Chiese, nonchè
dall'ingente sviluppo dell'arte musiva e nell'oreficeria, nella lavorazione
del corallo e della ceramica.
Il 22 giugno 1101 Ruggero I D'Altavilla muore e la reggenza è affidata
a sua moglie finché il figlio Ruggero II, divenuto
maggiorenne nel 1112, può assumere la tutela del Regno.
Ruggero II D'Altavilla è incoronato Re di Sicilia la notte di Natale
del 1130.
Il suo regno comprendeva la Sicilia e la Puglia della quale aveva ottenuto regolare
investitura dal Papa dopo la morte di suo
zio Roberto il Guiscardo.
Ruggero II riuscì ad amalgamare le diverse razze presenti in Sicilia,
a creare un regno unitario e forte, a contrastare Papa
Innocenzo II che considerava il Mezzogiorno italiano come il suo feudo ed infine
ad attuare delle incursioni nell'Impero
Bizantino.
Ruggero II va ricordato, inoltre, per la nuova organizzazione amministrativa
che diede allo stato siciliano.
Alla sua morte, avvenuta il 26 febbraio 1154, sale al trono suo figlio terzogenito,
Guglielmo I, possessore del titolo di
principe di Capua e del ducato di Puglia.
Tale sovrano si distingue per le crudeli torture che infligeva ai suoi nemici,
per la sua indole pigra e perchè commise l'errore di scegliersi come
consigliere il barese Maione, un uomo crudele che mirava ad assumere il controllo
totale del Regno.
Quest'ultimo portò i Nobili siciliani e pugliesi alla rivolta, evento
placato dal sovrano.
Fu grazie al Conte di Caccamo Matteo Bonel e all'arcivescovo di Palermo Ugo
che il Maione fu ucciso.
Guglielmo I morì nel 1166 ed il Regno di Sicilia fu affidato al minorenne
Guglielmo II, posto sotto la tutela della madre.
Egli ne assume il potere solo al raggiungimento della maggiore età, cioè
nel 1172.
Egli si distinse soprattutto per la saggezza e la giustizia con le quali governò,
qualità che gli valsero l'appellativo di
"Il buon Re".
Si ricordano il suo intervento nei trattati di pace avvenuti dopo lo scontro
tra Federico Barbarossa ed i Comuni Italiani
presenti nella zona padana e centrale della penisola ed il suo ordine di edificare
alcuni edifici sacri oggi simboli della
Sicilia, a partire dal Duomo di Monreale. Egli morì nel novembre del
1189.
La nuova proclamazione avvenne nel 1190 con Tancredi di Lecce.
Egli era figlio naturale di Ruggero di Puglia e nipote di Ruggero II di Sicilia.
Egli riuscì a placare l'ennesima rivolta dei nobili pugliesi e a difendere
il Regno di Sicilia dalle pretese espansionistiche
di Arrigo di Hohenstaufen,Imperatore del Sacro Romano Impero.
Alla sua morte, avvenuta nel febbraio del 1194, il Parlamento siciliano proclama
nuovo Re Guglielmo III che fu posto sotto la tutela di Sibilla, la seconda moglie
di Guglielmo II.
I Nobili puglesi richiamano Arrigo VI di Svezia, successore di Federico Barbarossa
e marito di Costanza, la figlia del Re
Ruggero II.
Arrigo riesce ad occupare alcune città siciliane come Catania, Messina
e Siracusa.
Sibilla, il giovane Guglielmo III ed i Nobili rimasti fedeli agli Altavilla
si rifugiano nella roccaforte di Caltabellotta
- Ag -.
Ma Arrigo si impadronì del Castello e prigionieri i suoi nobili ospiti
che furono turturati ed uccisi.
Questa è la fine della lunga e florida dominazione normanna dell'isola
e dell'inizio di quella sveva.